La festa della patata
marzo 8, 2013 — 14:38

patata

Questi sono i miei auguri a tutte le donne. A tutte le donne vere, non a quelle che aspettano l’otto marzo per ubriacarsi e magari scopare.
Non alle milf che cercano “il ventenne di turno”, lasciando il marito e i figli a casa! [cit.]
Non a quelle che pretendono le mimose, per sentirsi donne apprezzate e rispettate.
A voi dovrebbero regalare una patata!
Alle donne vere non regalo mimose, perché non crescono tutto l’anno, e quel fiore dovrebbe essere regalato tutti i giorni. Le donne vere che dico io non hanno bisogno di rispetto, di uomini o di te! Le donne vere hanno già il rispetto, di uomini ne hanno camion pieni e di te, o di me… beh… ne hanno le palle piene (si perché le donne vere hanno le palle).
Signori e signore tutte, andiamo a rivedere il motivo di questo giorno. Io l’ho fatto e non ho trovato tacchi a spillo, spogliarellisti né ristorantini chic.
Per quanto riguarda me… non so se sono capace a fare bene l’uomo, però ho un albero di mimose invisibili che fa fiori tutto l’anno per le donne che reputo più preziose. Loro non lo vedono, ma ogni santo giorno lascio un mazzetto nel posto più vicino a loro.

E stasera: “zuppa de merda”. (Aspra critica nei confronti dell’arredamento del Mc Donald’s)
marzo 6, 2013 — 14:51

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L’altro giorno ero all’Ikea. Giravo tra gli scaffali mentre la radio passava Gianni Morandi. Verso l’ora di pranzo decido di dirigermi al ristorante, ma mi blocco quando vedo passare Gianni Morandi (lo VEDO non lo SENTO). Mi pongo due domande, mi documento e vengo a scoprire che i cinesi (I CINESI!) trovano non salutare il cibo del colosso svedese.
Ci sarebbero da criticare gli asiatici che si cimentano nelle analisi dei prodotti alimentari, l’Ikea che ci fa mangiare la cacca, e la gente che si lamenta di non mangiare roba buona in un negozio di mobili. Anche se, a pensarci bene, pensando al cibo di oggi, i colibatteri fecali sono l’ingrediente più biologico che io abbia mai sentito da venti anni a questa parte.
E comunque, se vogliamo dirla tutta, le panche e i tavolini al Mc Donald’s fanno schifo al cazzo!

L’ingiustificabile
marzo 4, 2013 — 14:44

Sono rimasto in casa per più di un mese, fino allo scorso weekend. Mi sono sentito come Diogene il Cane, che digiunava ventiquattro ore per poi meglio gustare il pasto arrangiato del giorno dopo.
Fondamentalmente non ho fatto niente di diverso rispetto alle altre uscite che da cinque anni si ripetono uguali in questo posto. La sola novità è stata la mia percezione non alterata. Non un goccio di vodka, birra, idromele o retsina che sia. Ero sobrio marcio!
Ho intravisto la realtà, fatta dall’irrealtà degli altri. Ragazzi colti d’amnesia nel momento esattamente dopo aver fatto una stronzata; racchie donarsi a fighi e viceversa; ragazze che mi si strusciavano e baciavano e io che le mettevo in fuga perchè troppo capace di articolare un discorso sensato. Ho riso di cadute, di movimenti goffi, di parole biascicate e di discorsi surreali.
Poi siamo usciti fuori, e mentre intrattenevo discorsoni filosofici, proprio lì, nella nostra Agorà, qualcuno ha fatto parlare i bicchieri prima vuotati, e a una certa ora è possibile che i bicchieri parlino tramite le mani, non tramite la bocca. Una zuffa, un po’ di tensione, tanta gente e poi tante opinioni.
Ascoltavo e volevo vomitare, ma non avevo niente in corpo;
guardavo e volevo vomitare, ma non avevo niente in corpo.
Se avessi bevuto una vodka soltanto avrei potuto fare molte più cose: prendere parte alla lotta; non accorgermi della lotta; vomitare qualcosa.
Per vivere bene ci sono due cose sempre e comunque ingiustificabili: la violenza e l’assenza di alcool il venerdì sera.