Biografia
novembre 7, 2012 — 16:05

 

Il teatro di fronte casa sua era aperto tutta la notte. Risate, applausi e note di can can disturbavano il suono del suo violino e quella non era mai casa di silenzio né di musica.
Era un compositore e viveva a Parigi nel 1896. In realtà era lui che amava definirsi compositore ma mai nessuno, in quegli anni, ha ascoltato la sua musica.
Il giorno lo si vedeva passeggiare per le strade chiassose e colorate di Pigalle, il pomeriggio bivaccava nei caffè di Saint German, fingendo di leggere qualcosa in francese che a stento capiva, oppure osservava il panorama da Monte Matre. Avrebbe potuto tenere Parigi in un pugno, ma le uniche volte che aveva questa sensazione era quando chiudeva un occhio e la sua mano, osservando l’intera città dall’alto del Sacro Cuore.
Nacque in Italia, non si sa quando; morì a Parigi il 4 settembre 1896.
Durante il soggiorno parigino riuscì a dare una svolta alla sua vita. Dopo anni trascorsi nei baracconi degli zingari girovagando per la Boemia, finalmente ottenne il suo primo ingaggio in un teatro. Non aveva fatto niente di sacrificante per ottenerlo. Una serie di casualità l’hanno trascinato a casa di un pittore, un certo Henri, e in seguito nel letto di una graziosa fanciulla. Una puttana per l’esattezza. Il caso volle anche che uno sbronzo grassone aprisse la porta nell’ora dell’amore. Che fortunato il ciccione che rendeva grazie a Madre Natura per aver creato un essere tutto musica e gentilezza. I due condivisero molto quella notte e l’indomani, un pittore, una fanciulla, un grassone in un frack blu troppo stretto e un ragazzo con il violino, entravano sorridenti nella casa che dava le notti a Parigi, il Moulin Rouge. Avevano appena affisse le locandine, con i colori ancora freschi a comporre l’immagine di un violinista di spalle e una donna con un intenso rossetto. Violin vi era scritto e sotto la data: 4 settembre 1896.L’indomani era il grande giorno. Si svegliò a mattina inoltrata, indossò la giacca e scese al piano di sotto per aprire la porta e gettarsi in strada. Aprì la porta. Un grosso uomo con l’aspetto di uno spagnolo lo aspettava con una pistola puntata. Lo sparò.
Alle spalle la puttanella della sera prima piangeva, lo spagnolo la teneva per i lunghi capelli biondi.

 

 

 

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