Le Pasque non finiscono mai
maggio 5, 2013 — 13:25

Followers! Vi ho abbandonati. Spero ve ne siate accorti. E’ stato un lungo e intenso, nonchè confuso e felice periodo. Ma ora sono ritornato più carico che mai. Ho il tablet, connessione perenne, instagram e chi più ne ha più ne metta! Sono social come solo Zuckemberg può essere social! No di più. Ho il mondo in tasca. Ho tutti voi in tasca! Posso scattare una foto e pubblicarla al momento. Posso pensare una cazzata e comunicarvela prima ancora di pensarla.
Eppure manco dalla rete da tanto tempo.
Eppure per scrivere queste quattro righe ho dovuto prendere uno zozzo tovagliolo di carta e una penna blu che non scrive più tanto bene.
Forse mi verrebbe meglio fare le foto con la polaroid per poi scannerizzarla. Il fatto è che ancora non mi sento adeguato alla tecnologia. Ho il mondo in tasca ma le mani non ce le metto mai, continuo sempre a guardarmi intorno, a respirare l’aria per sentire la puzza della città, l’odore della carta; a sporcarmi le dita con l’inchiostro. Ah! Queste sono proprio considerazioni da nostalgico sfigato. Il fatto è che certe volte non so proprio cosa scrivere in rete. Vorrei avere la loquacità e la sfacciatezza dei bimbiminkia, e pubblicare bellissime foto di me con Instagram o Camtoy.

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Ricapitolando un attimo, questo è stato un periodo di banchetti, pasquali e non. Ho visto e mangiato una miriade di confetti rossi. Periodo di lauree? Si. Però stavolta, dopo anni e anni passati a subire proclamazioni su proclamazioni di gente che si è laureata prima di me pur avendo iniziato l’università dopo di me, è stata la mia volta! Purtroppo o menomale non posso raccontarvela. Di quel giorno ricordo soltanto il mio cellulare che squillava in continuazione; ricordo frotte di parenti da ricevere, accogliere, smistare; ciurme di compagni da unire e cagare adeguatamente senza lasciare nessuno offeso. E’ per questo che sto mandando curriculum agli hotel sperando che mi prendano come receptionist.

La laurea ti cambia, sarà che la gente comincia a parlarti o ad aspettarsi qualcosa da te; sarà che tu stesso cominci a parlarti e ad aspettarti qualcosa da te;. Il vezzo di avere la puzza sotto il naso, però, me lo son fatto passare. Sabato al bar vediamo “Bastardi senza gloria”, domenica pomeriggio rifacciamo il giochetto dei nomi attaccati in fronte, quel gioco nel quale bisogna scrivere un nome di un personaggio su un bigliettino da porre sulla testa di colui che deve indovinare il personaggio scritto. Non l ho finito il gioco perchè alle 17 dovevo partire. E son partito, di corsa per il ritardo. Salgo sul pullman, tablet e ukulele con me, testa alzata e occhi così U_U. Tutti mi guardavano, mi divoravano con gli occhi e io iniziai a pensare che allora davvero la laurea ti cambia, e da fuori si vede! Mi siedo con la schiena dritta e continuo a tirarmela.

U_U.

Dopo un pò ho smesso, infondo “sei laureato, e sti cazzi?”. Metto le cuffie, mi svacco sul sedile sporcandolo con le scarpe bagnate e la gente ancora mi fissava. Mi stavo molto molto imbarazzando, tanto più quando una ragazza si è alzata e si è avviata verso di me. Tolgo le cuffie aspettandomi di sentire: “Ma chi ti credi di essere?”. Invece, graziosa e fatale, mi toglie il cappello per mostrarmi il bigliettino che avevo dimenticato lì: TELESPALLA BOB.

Cascata di capelli.

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Questo è Ciospinino, la mascotte della mia laurea. E’ stato scolpito nelle migliori botteghe di Firenze, a mia immagine e somiglianza.

Vi saluto. giovinotti. Oggi è la pasqua ortodossa, e io, da buon personaggio internazionale, vado a farmi un bel pranzetto dalle amiche greche.

Kalò Paschà!

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